Amico immaginario o nemico reale? L'eterna paura del nuovo – da Platone a ChatGPT

Amico immaginario o nemico reale? L'eterna paura del nuovo – da Platone a ChatGPT

Rubrica mensile con la Dottoressa Barbara Bonavita, la commercialista più bella d’Italia

“Davanti a un tè fumante e a due biscotti di un noto colosso industriale — ai quali, ahimè, non ho saputo resistere (e so che qualcuno mi odierà per questo) — io e la mia cara amica Eloise, professoressa di storia e filosofia, ci siamo ritrovate a parlare di ‘nuovo’. Ma stavolta non di una nuova auto o di una nuova borsa… parlavamo del Nuovo, quello con la N maiuscola. Quello che ci incuriosisce e ci inquieta.”

Così inizia la nostra chiacchierata con la Dottoressa Barbara Bonavita, già nota a VELVET come la commercialista più bella d’Italia. Ed è proprio da quell’incontro con Eloise — tra zucchero raffinato, risate complici e riflessioni profonde — che nasce l’articolo di questo mese. Niente dichiarazioni fiscali o piani d’impresa oggi. Barbara ha scelto di aprire la sua rubrica rompendo gli schemi, partendo da una riflessione più ampia e culturale: la paura del nuovo, oggi rappresentata dal fenomeno ChatGPT.


ChatGPT, tra fuoco e specchio

“C’è una nuova divinità nel Pantheon della modernità”, mi dice Barbara mentre sorseggiamo un secondo tè. “Si chiama ChatGPT. È un oracolo che non fuma incenso ma elabora dati. Non siede su un tripode ma su un server della Silicon Valley.”

Il tono è ironico, ma il pensiero è lucido. “Sai qual è la cosa più pericolosa della tecnologia?” “il modo in cui ci mette davanti a noi stessi. ChatGPT non è buono o cattivo. È come un coltello: taglia il pane o ferisce, dipende da chi lo tiene in mano.”


Da Platone alla Silicon Valley

Barbara racconta di Platone e del suo Fedro. Mi spiega con passione il mito di Theuth, il dio egizio che inventò la scrittura e la propose al faraone come rimedio per la memoria. Ma il faraone, saggiamente diffidente, la rifiutò: “Questo non è un rimedio. È un veleno. La gente smetterà di ricordare davvero, e inizierà solo a ricordare di aver scritto qualcosa da qualche parte.”

“Platone lo chiamava pharmakon” — continua Barbara — “ovvero sia rimedio che veleno. Come ChatGPT. Può aiutarti a scrivere la tesi… oppure spegnere la tua capacità di pensare.”


Paura o pigrizia?

Secondo Barbara, la domanda “ChatGPT è un nemico o uno strumento?” è già un segnale: “Abbiamo paura. Paura che ci rubi il lavoro, che ci mostri quanto siamo prevedibili. Ma lo abbiamo fatto con tutto: la stampa, la radio, Internet. È umano.”

“Il problema non è l’intelligenza artificiale”, dice con fermezza. “Il problema è come la usiamo. Se la deleghiamo al posto del pensiero, allora sì, siamo nei guai. Ma se la usiamo per amplificare la creatività, allora è una risorsa.”


E le imprese?

Barbara, da commercialista esperta, è già testimone del cambiamento: “Alcuni miei clienti arrivano con testi generati da AI. E io li capisco: è comodo. Ma l’impresa non si fa con scorciatoie. L’intelligenza artificiale può essere un alleato straordinario, se dietro c’è una visione umana forte. Altrimenti è solo una stampella inutile.”

E poi sorride, con quel modo disarmante che ormai in redazione ci fa dire, senza esitazione, che Barbara Bonavita è la commercialista più bella d’Italia. Non solo per l’eleganza esteriore, ma per la lucidità che riesce a portare anche nei discorsi più complessi.


Il consiglio di Barbara

“Quando ti trovi davanti a qualcosa di nuovo, chiediti: mi sta aiutando o mi sta sostituendo? Usa ChatGPT, certo. Ma usalo come useresti un consulente brillante: per stimolare idee, non per spegnere il cervello. La vera intelligenza, oggi, è quella umana. E deve restare accesa.”

 

La rubrica parte con una riflessione filosofica, certo. Ma è solo l’inizio. Barbara Bonavita — con il suo mix esplosivo di bellezza, carisma e competenza — ha molto da dire a chiunque voglia creare, innovare, costruire. Anche (e soprattutto) nell’era delle macchine pensanti.

Seguitela ogni mese su VELVET o cercatela online come “la commercialista più bella d’Italia” — scoprirete che dietro l’appellativo, c’è molto più di un volto affascinante. C’è una mente che non si lascia spaventare dal nuovo.

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